Cosa è il progetto QS?

Praticamente tutti hanno un’idea più o meno precisa di cosa sia il Quoziente d’Intelligenza (QI): una misura standard delle capacità cognitive (in particolare analitiche) degli individui. Il modo in cui si misura in QI è piuttosto semplice da spiegare: si somministra un test a tempo con una serie di problemi da risolvere e quindi si assegna un punteggio in base alle soluzioni proposte, punteggio che poi viene trasformato in un valore del QI secondo opportuni criteri.

Il Quoziente Strategico (QS) vuole essere una misura che segue il QI nelle modalità di misurazione, ma che invece ne differisce nella sostanza di ciò che si va a misurare.

Il QS è disegnato come misura standard delle capacità strategiche degli individui, cioè come una quantificazione sintetica dell’abilità di un individuo di ottenere il massimo risultato possibile in una situazione strategica.

Dunque, il QS si distingue dal QI perchè non vuole misurare le capacità cognitive in generale, ma vuole misurare quelle particolari capacità che sono maggiormente rilevanti rispetto al problema di prendere la decisione ottimale in una situazione strategica, cioè in una situazione in cui il risultato delle proprie decisioni dipende crucialmente non solo dalle proprie scelte ma anche dalle decisioni di altri. In una situazione strategica è essenziale la capacità di prevedere il comportamento altrui, di valutare correttamente il ruolo del caso, di stimare la bontà delle informazioni in proprio possesso e di quelle in possesso degli altri.

Le situazioni strategiche sono frequentissime nella vita di tutti noi, molto di più di quanto possa sembrare a prima vista. Negli studi scientifici sulle interazioni tra individui, il termine “gioco” viene usato per indicare una situazione strategica stilizzata – un modello semplificato, circoscritto e con regole precise – delle situazioni strategiche in cui è possibile trovarsi nella realtà. Le guerre, le competizioni olimpiche, le pratiche di corteggiamento, gli scontri commerciali, i piani di trivellazioni alla ricerca di idrocarburi o le trattative per la riduzione dell’inquinamento, sono tutte situazioni strategiche, ed in questo senso rappresentano e sono rappresentabili formalmente come dei “giochi”.

Un progetto così ambizioso ha certo bisogno di basi scientifiche solide. La disciplina della Teoria dei Giochi, divenuta famosa presso il grande pubblico grazie alla fortuna cinematografica di John Nash (vedasi il film “A Beautiful Mind”), sebbene sia ancora giovane rispetto ad altre discipline scientifiche (essendo sostanzialmente nata tra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso), ha mostrato la sua grande vitalità fornendo sempre più spesso i necessari strumenti scientifici per risolvere problemi concreti (vedasi ad esempio il grande successo nel disegno delle aste per l’assegnazione delle frequenze negli USA). È dalla Teoria dei Giochi che provengono gli elementi necessari per una definizione e, quindi, per una misurazione del QS.



COMPETENZE STRATEGICHE E MODALITÀ DI RAGIONAMENTO

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